Caltanissetta: ritornano gli accampamenti


Foto di Giovanna Vaccaro

A quanto pare il grande blitz dello scorso marzo e il successivo sgombero dell’accampamentodel pala Cannizzaro hanno sortito un
effetto solo temporaneo. Del resto, non c’è da stupirsi che non si trovi mai una reale soluzione nel contesto di un sistema,
come quello italiano, al collasso perché gestito da 20 anni in maniera
emergenziale.

Così tornano gli accampamenti di chi vive
nell’attesa: attesa di essere identificati per poter presentare richiesta di
asilo, attesa del permesso di soggiorno, attesa di essere segnalati ,attesa dei
tempi del ricorso. E intanto si vive in tende, senza luce acqua e gas…e con il
caldo asfissiante in arrivo.

Sono in tutto tre gli accampamenti, suddivisi per
nazionalità che si trovano sotto il ponte di fronte al centro governativo di
Pian del Lago. Noi vi abbiamo fatto visita domenica scorsa.

Uno di questi accampamenti è abitato da richiedenti
asilo di origine afghana ed è costituito da diverse tende di piccole dimensioni
nelle quali vive al momento un totale di 25 persone: 20 di queste sono in
attesa di entrare al centro di Pian del Lago da circa un mese, mentre le altre
5 aspettano da altrettanto tempo di ricevere il rinnovo del loro permesso di
soggiorno.

L’accampamento più numeroso è quello abitato da
richiedenti asilo di origine pakistana. Vivono tutti in un unico tendono dove
sono ammassati materassi o stuoie per terra. Sono in totale 28, dei quali 18 sono
già stati foto-segnalati più di un mese fa e attendono di entrare nel CARA di
Caltanissetta; Altri 10 persone
attendono da quasi due settimane di essere identificate, in quanto ci hanno
raccontato che recatisi in questura hanno ottenuto solo l’iscrizione del loro
nome su una lista di attesa. Sembra dunque sia tornata in voga la prassi segnalata
mesi addietro. E’ forse un modo della questura per temporeggiare in assenza di
posti per l’accoglienza? Di certo non conviene insistere per entrare a Pian del
Lago, perché, al di là delle condizioni disumane in cui si vive nel Cara, ora
si rischia di ricevere “accoglienza ” direttamente nel Cie di Caltanissetta!

Questo è quanto è successo a 20 richiedenti asilo,
sbarcati a Siracusa lo scorso gennaio e

Foto di Giovanna Vaccaro

“accolti” presso il Cie, per mancanza di
posti al Cara. Quattro di questi si trovano attualmente a vivere nell’accampamento
perché, a differenza degli altri 16 a cui è stata riconosciuta la protezione
umanitaria, loro hanno ricevuto il diniego della Commissione territoriale. Ci
hanno raccontato che al momento dell’ingresso nel Cie è stato spiegato loro che,
sebbene si trattasse di un centro di identificazione ed espulsione, loro erano
stati accolti lì solo per mancanza di posti in altre strutture, ma che “in
cambio” l’audizione in Commissione territoriale sarebbe stata assicurata in
tempi brevi. Ed infatti, l’intervista è arrivata dopo appena 4 mesi di
detenzione presso il Cie, ma il parere della Commissione è stato negativo. Dopo
il diniego è stato consigliato loro un avvocato direttamente dai referenti del
servizio legale di Pian del Lago per presentare ricorso e, ora, nell’attesa della
prima udienza, della quale non conoscono la data, avendo perso il diritto
all’accoglienza si trovano sotto un ponte.

In questo accampamento abitato alcuni giovani
ragazzi (dai 18 ai 25 anni) di origine africana provenienti dal Gambia, Mali,
Senegal e Sierra Leone. Tre di loro hanno ricevuto il riconoscimento della
protezione umanitaria, ma attendono da più di un mese il rilascio del loro permesso
di soggiorno. L’appuntamento per il ritiro è stato dapprima fissato per lo scorso
21 maggio, poi rinviato al 10 giugno e poi ancora al prossimo 25 giugno. Uno di
loro ci ha mostrato il bigliettino per il ritiro del titolo di soggiorno:
leggiamo 9 luglio!

Giovanna Vaccaro

Borderline Sicilia Onlus