CONTINUANO GLI SBARCHI A POZZALLO. I NUOVI ARRIVATI NEL CPSA DEL PORTO INSIEME AI MINORI

“E’ un mare di gente in fuga”, commenta A. mentre guardiamo insieme la nave che da lontano entra nel porto di Pozzallo, dove è atteso un altro sbarco. “Sono arrivato a luglio”, continua “ e ancora ogni giorno rivedo la mia traversata in mare. Per molte ore solo acqua e buio tutt’intorno. Poi sono arrivati i soccorsi e siamo stati caricati su una nave militare. In quel momento all’orizzonte vedevo solo i miei compagni di viaggio e i soccorritori. E ho pensato che unendoci con tutti quelli che ci hanno preceduto e seguito, saremmo stati una folla grande come il mare”. E’ una fuga inevitabile e continua quella dei migranti che arrivano da guerre, fame e persecuzioni.

Nel solo porto di Pozzallo si sono registrati due sbarchi nel giro di tre giorni. Giovedì 18 settembre, in mattinata, sono arrivati al porto 261 migranti, di cui 208 uomini, 47 donne e 6 minori,recuperati da una nave militare e portati in banchina verso le 10.30 del mattino da un rimorchiatore. Si tratta perlopiù di profughi provenienti dall’Africa sub sahariana: Nigeria, Gambia, Ghana, Senegal, Mali, Sierra Leone ma anche Eritrea, Somalia ed Etiopia le loro nazionalità. Attendono stretti l’uno all’altro ed in piedi sul rimorchiatore prima di scendere lentamente uno ad uno. Al lavoro sulla banchina ci sono le forze dell’ordine, gli operatori di Frontex, il personale medico dell’ASP e di MSF, i volontari di Croce Rossa e Protezione Civile. Molti si chinano a baciare la terra e gettano solo sguardi fugaci intorno, prima di salire sul bus che, dopo il controllo medico, li porterà al CPSA accanto al porto. E’ stata infatti rinnovata nel pomeriggio di mercoledì 17 settembre la convenzione tra Prefettura e Comune, che ha consentito la riapertura ufficiale del CPSA pozzallese per altri due mesi. L’accordo raggiunto tra Sindaco, Prefetto e Capo del Dipartimento immigrazione del Viminale prevede i 35 euro stabiliti in partenza per ogni migrante, contro gli 80 euro previsti fino al 31 agosto, è ciò fa paventare una sensibile riduzione del personale della cooperativa operante al centro, poco meno di un centinaio di persone ad oggi, ma soprattutto una generale riduzione dei servizi offerti. Nel frattempo all’interno del CPSA restano alloggiati, insieme ai nuovi arrivati, i minori egiziani e sub sahariani trasferiti negli ultimi giorni. “Dormiamo tutti insieme su materassi attaccati l’uno all’altro”, mi riferisce un ragazzo del Gambia che incontro nei pressi del porto, e con cui mi dirigo verso il centro del paese, “usciamo appena possiamo, perché in un posto così tutti insieme non è possibile stare.” Alcuni minori sono stati trasferiti, a gruppi di tre, quattro al giorno, presso centri di prima accoglienza a Comiso o nell’agrigentino, ma altri attendono ancora, alcuni addirittura da luglio, una diversa sistemazione. Camminando costeggiamo la zona portuale in cui sono ammassate alcune delle barche usate dai profughi in passato, delle vere e proprie “carrette del Mare”. B si ferma a guardarle e mi dice. “anch’io sono arrivato con una di queste. Più di 500 persone in una barca così. Ora che le vedo tutti i giorni passandoci accanto, sono convinto del fatto che non devo dimenticarmi di questa cosa, ma la mia paura è quella di rivivere ogni volta la paura e l’angoscia che mi hanno accompagnato nel viaggio. Alcuni dei miei amici non ce l’hanno fatta ad arrivare come me. Per questo credo di essere molto fortunato, e penso già a cosa mi piacerebbe studiare e dove vivere in futuro. Ma è troppo difficile a volte aspettare.” Siamo raggiunti da un gruppo di altri ragazzi egiziani, che si uniscono a noi e con cui da alcuni giorni i ragazzi sub sahariani condividono lo spazio nel CPSA, e anche le uscite in paese,smentendo in pieno le supposizioni dei loro “capricci”o “vizi”, in occasione del trasferimento, fatti circolare da alcuni giornali.
Altri 168 migranti,di cui 139 uomini, 14 donne e 15 minori, sono giunti invece al porto nella mattina di sabato 20 settembre, recuperati in mare dal pattugliatore Libra. Diversamente da giovedì, si è trattato di uno sbarco molto lento, nelle ore più torride di questa giornata. Al porto, insieme al personale delle forze dell’ordine, di Frontex, dei volontari CRI, Protezione Civile, medici e MSF, sono presenti il vice Questore aggiunto Malandrino ed il Sindaco di Pozzallo. Dal basso intravediamo i migranti dotati di mascherine, che vengono fatte indossare senza deroga anche a noi, e verso mezzogiorno iniziano a sbarcare i casi più urgenti, una donna gravida e un ragazzo con un trauma alla mano, portati immediatamente all’ospedale di Modica. Sono seguiti da un primo gruppo di donne con bimbi e uomini, visibilmente stravolti. Molti hanno vestiti laceri e sono scalzi, e vengono interrogati per diversi minuti dai membri di Frontex e della polizia, prima di salire sull’autobus che li porterà al tendone medico e poi al CPSA. La discesa si interrompe quando vengono portati via dalla polizia tre migranti, presumibilmente i sospettati presunti scafisti, per poi riprendere con il ritmo lento di prima, scandito dalle prime operazioni di foto segnalamento e soccorso e dalle prime interrogazioni. Una volta giunti al CPSA, anche per questi profughi ci saranno nuove attese e nuovi spostamenti.
Lucia Borghi
Borderline Sicilia Onlus