I primi giorni sull’isola – Francesco racconta

10.05.2011 – Sono arrivato a Lampedusa intorno alle 21:00. Nella casa delle BSA e del Forum Anirazzista sono da solo, probabilmente giovedì arriveranno alcuni ragazzi del Forum Antirazzista. Intanto ho conosciuto i ragazzi di Askavusa. Ho passato qualche ora nella loro sede a parlare con Gianluca (presidente di Askavusa), tra i vari incontri avuti nella sede c’è stato quello di un ragazzo somalo che lavora nei centri di accoglienza come traduttore, ci ha comunicato che è in arrivo un barcone con circa 800 somali, ma il mare in questi giorni è molto mosso e difficilmente arriveranno prima di dopodomani (cercherò di verificare la veridicità di questa notizia). Parlando con Askavusa è venuto fuori che il rapporto con le forze dell’ordine in questi ultimi giorni è migliorato e che negli ultimi due sbarchi/naufragio ai ragazzi dell’associazione è stato consentito senza troppi problemi l’accesso alla zona di assistenza ed il contatto diretto con i migranti. Sarebbe interessante approfondire la conformazione e la “provenienza reale” della Coop Lampedusa Assistenza, che a quanto pare nelle ultime due emergenze non è stata presente nell’assistenza dei migranti.
11.05.2011Primo giro del Paese, sono in ricognizione, sto cercando di orientarmi, le difficoltà che sto riscontrando sono soprattutto legate alla ricostruzione di contatti che a causa della discontinuità delle presenze BSA-ARCI -FORUM ANTIRAZZISTA, sono stati persi (ragioniamo bene sulla questione, credo sia necessario che non ci siano mai giorni scoperti e credo sarebbe importante, nel momento in cui arrivano nuove persone a monitorare la situazione, considerare 2-3 giorni di passaggio delle consegne in modo tale da dare continuità al lavoro e di non dover ogni volta ricominciare da capo). La presenza di forze dell’ordine in paese è molto diminuita rispetto a quello che mi era stato detto essere la situazione fino a due settimane fa. Questa impressione mi è stata confermata da Askavusa. Ho incontrato Alexandre Georges (ragazzo Canadese attivista per i diritti umani “Kayak per il diritto alla vita”) che avevo conosciuto già ieri sera alla sede di Askavusa, mi ha dato molte dritte, e mi ha fatto presente che gli è arrivata una news secondo la quale sembra che a gestire gli ingressi dei volontari e degli operatori che assistono i migranti nei CPA, non sia più direttamente il prefetto di Agrigento, ma pare che ad assolvere a questa funzione ora sia la Protezione Civile, sarà stato per caso nominato un commissario straordinario che possa fare e disfare a suo piacimento come è successo a L’Aquila? (Cercherò di verificare). Sono andato a fotografare i barconi naufragati ed incagliati tra sabato 8 e domenica 9, che si trovano uno proprio sotto Porta d’Europa e l’altra sulla scogliera nel versante del molo nuovo. Il fetore che si sente già a 10 metri di distanza è incredibile … e testimonia le condizioni igieniche nelle quali i migranti devono viaggiare. Relativamente ai 3 morti dello sbarco di Sabato 8, sembra che non sia stato un incidente causato dal maltempo, pare piuttosto, secondo la testimonianza di un ragazzo o Algerino o Tunisino (non sono sicuro della nazionalità), che siano stati gettati in mare come sacrificio umano propiziatorio, da parte di alcuni nigeriani, al fine di far cessare la tempesta, sembra inoltre che in quei barconi siano state perpetrate violenze sessuali nei confronti di alcune donne. C’è la concreta possibilità che questa notizia venga utilizzata per gettare fumo negli occhi. Monitoriamo l’esposizione mediatica che avrà sulle testate giornalistiche nazionali, da questo potremmo capire se ne verrà fatto un utilizzo improprio e “gossipparo”, che potrebbe tendere a nascondere quali sono i problemi reali dell’isola. Tra gli oggetti lasciati dai migranti vicino alle barche incagliate ci sono molti abiti da bambino e giocattoli, i ragazzi di Askavusa mi confermano che con questi due ultimi sbarchi sono arrivati molti bambini. Mi sono fermato al porto a parlare con i pescatori, gli ho domandato se sapevano di eventuali arrivi di barconi in giornata, la loro risposta è stata che a causa del mare grosso non dovrebbe esserci alcuno sbarco, ma che già da questa sera il vento dovrebbe diminuire. E’ possibile quindi che ci siano sbarchi nella notte o nella mattinata di domani. Oggi ho preferito rimanere in paese, per cercare di capire le dinamiche dell’isola. Ho parlato con qualche lampedusano, ma non mi sono parsi particolarmente disposti a parlare della situazione che stanno vivendo, una signora me ne ha spiegato anche le ragioni, non si fidano troppo dei giornalisti ed in genere di chi fa domande, perché spesso è capitato che i giornali abbiano messo in cattiva luce l’isola non favorendo la già complicata situazione e non favorendo nemmeno i flussi turistici. Domani spero di riuscire a fare un giro con il furgone nelle altre zone dell’isola, magari accompagnato da qualcuno dei ragazzi di Askavusa. RESTIAMO UMANIFrancesco Ciski Sargentini