Pozzallo: continua il trattenimento di minori all’hotspot. Rilascio farsa in occasione dell’arrivo della Boldrini

Ieri pomeriggio a Pozzallo il senatore Manconi,accompagnato da rappresentanti di Caritas ed Arci, presenti in città per unFestival internazionale Sabir organizzato in questi giorni hanno avuto accesso all’hotspot, dopo mesi di innumerevoli rifiuti ministeriali
a giornalisti nazionali ed esteri, a cui è stato negato l’accesso con la scusa
di problemi organizzativi. Una situazione gravissima che non permette di
testimoniare e far conoscere le altrettanto gravi violazioni perpetrate
all’interno del centro da mesi ed anni.
Anche ieri infatti i visitatori hanno
trovato 142 migranti di cui ben 120 minori non accompagnati trattenuti da
settimane presso l’hotspot, come denunciato nei nostri precedenti report. Come
ci hanno raccontato personalmente, nei due giorni scorsi i minori trattenuti
illegittimamente hanno avuto la possibilità di uscire nello spazio antistante
l’hangar ed allontanarsi dal centro nelle ore diurne in coincidenza dell’arrivo
a Pozzallo, nella giornata di ieri della Presidente della Camera Boldrini
(ospite del festival Sabir). Ma sappiamo bene che normalmente non viene loro
permesso di varcare nemmeno le soglie dell’hotspot per tutta la durata del loro
illegittimo trattenimento, sempre e di gran lunga superiore alle 72 ore. Alcuni
degli attuali trattenuti sono a Pozzallo da marzo scorso. Tali prassi sono
altamente in contrasto con le normative nazionali, che prevedono il trasferimento
immediato dei minori in luoghi idonei e sicuri e ne vietano assolutamente il
trattenimento senza alcuna autorizzazione. L’ennesima manifestazione concreta
della mancanza di volontà nel contrastare gli effetti disumani e le derive
illegittime delle politiche migratorie, che le istituzioni hanno ancora il
coraggio di giustificare appellandosi alla situazione “emergenziale” di
sovraffollamento dei centri. Senza la denuncia ed un deciso cambiamento del
sistema ogni altra azione continua a legittimarne l’esistenza e gli orrori che
produce.

Lucia Borghi

Bordeline Sicilia Onlus