Newsletter SICILIAMIGRANTI – Agosto 2012

· Riprendono gli arrivi di migranti a Lampedusa. Una morte eccellente risveglia l’interesse della politica per le morti in mare · Le denunce delle ONG: HRW lancia allarme nuova mattanza di migranti nel Mediterraneo, Save the Children denuncia la lentezza dei trasferimenti dei minori da Lampedusa · Ancora fughe, rivolte e arresti nel CSPA di Pozzallo · Consegnato al CERD rapporto sui fenomeni di incitamento all’odio razziale. Dati allarmanti · Osservatorio sulle violazioni del diritto di difesa: la prova di un respingimento illegittimo dal porto di Palermo

Riprendono gli arrivi di
migranti a Lampedusa. Una morte eccellente risveglia l’interesse della politica
per le morti in mare

Nel mese di agosto si sono
registrati nuovi arrivi sull’isola di Lampedusa. Dopo il salvataggio in mare di
150 migranti da parte di un peschereccio mazarese su richiesta della Guardia
Costiera, avvenuto lo scorso primo agosto http://www.borderlinesicilia.org/2012/08/01/lampedusa-soccorso-da-peschereccio/ e del soccorso di una
imbarcazione con a bordo 100 persone a circa 60 miglia da Lampedusa http://www.borderlinesicilia.org/2012/08/04/soccorso-lampedusa-e-pozzallo/, tra il 17 ed il 19 agosto sono giunti sull’isola
delle Pelagie circa 460 persone http://www.lampedusaonline.com/lampedusa-soccorsi-460-migranti/ http://www.borderlinesicilia.org/2012/08/19/nuovi-arrivi-sulle-coste-di-lampedusa-e/

Mentre lo scorso 23 agosto la Marina
militare italiana traeva in salvo 77 migranti naufragati a circa 70 miglia
dalle coste siciliane, nelle stesse ore giungevano 70 migranti direttamente sul
molo commerciale di Lampedusa http://www.borderlinesicilia.org/2012/08/24/arrivati-circa-70-persone-lampedusa-e/

In totale si registrano quasi
900 presenze transitate sull’isola di Lampedusa nelll’agosto del 2012, dato non
significativo rispetto ai numeri degli anni precedenti, ma occasione per l’ex
ministro Roberto Maroni di gridare all’ennesima “invasione” , suggerendo
formule già sperimentate come i respingimenti alla frontiera http://www.lettera43.it/politica/lampedusa-maroni-bisogna-respingerli_4367561841.htm

Nelle stesse ore il ministro
alla cooperazione internazionale Riccardi ha dichiarato il proprio rammarico
per la morte eccellente dell’atleta olimpionica somala Saamiya, avvenuta nel
marzo del 2012 su una carretta del mare nel tentativo di raggiungere le coste
italiane, sottolineando come ad ogni modo gli sbarchi siano in diminuzione
rispetto agli anni precedenti. http://www.lettera43.it/politica/riccardi-a-lampedusa-sulla-tomba-di-saamiya_4367562887.htm

http://www.lettera43.it/cronaca/rivelazione-choc-saamiya-era-incinta_4367562938.htm

http://www.lettera43.it/fatti/dalle-olimpiadi-alla-morte-in-mare_4367561734.htm

Al di là delle questioni di
forma, il contenuto dei due ministri appare simile nella sostanza: il punto di
vista rimane quello del numero degli arrivi, senza un minimo interesse per il
numero di persone che partono dal nord Africa affrontando la traversata del
Mediterraneo che in Europa non arriveranno mai.

A tenere il conto delle morti in
mare ci pensa Gabriele Del Grande sul blog “fortresseurope” http://fortresseurope.blogspot.it/2012/04/ragazzi-di-tunisi-dispersi-al-largo-di.html, mentre dei respingimenti in
mare da parte di Frontex, non si hanno notizie ufficiali, nonostante l’attività
dell’agenzia internazionale sia attualmente in corso su tutto il Mediterraneo.

Le denunce delle ONG: HRW lancia
allarme nuova mattanza di migranti nel Mediterraneo, Save the Children denuncia
la lentezza dei trasferimenti dei minori da Lampedusa

Mentre la politica italiana si
limita a presentare bilanci consuntivi ottimistici sugli arrivi in mare, Human
Rights Watch, oltre a pubblicare una serie di raccomandazioni volte a
migliorare le formule di salvataggio in mare dei migranti/naufraghi http://www.hrw.org/node/109494, avverte dell’imminente
prossima ondata migratoria proveniente dalla Siria, dove il conflitto interno scoppiato
diversi mesi fa sta producendo migliaia di profughi pronti ad intraprendere
viaggi della speranza pur di raggiungere l’Europa. “L’Unione europea, da parte sua, sta sviluppando un nuovo
sistema di sorveglianza europea delle frontiere esterne, il cosiddetto Eurosur:
prevede il salvataggio in mare come obiettivo principale, ma, secondo
l’associazione per i diritti umani, non racchiude linee guida specifiche o
procedure per far sì che l’obiettivo sia raggiunto.” http://espresso.repubblica.it/dettaglio/migranti-la-mattanza-in-arrivo/2189224

Con un comunicato stampa il 29
agosto 2012 Save the Children, presente a Lampedusa come partner del progetto
Praesidium, ha denunciato le inadeguate e precarie condizioni di accoglienza degli
80 minori finora presenti presso il CSPA di Lampedusa, accusando le autorità
della lentezza dei trasferimenti dall’isola alla terra ferma.

http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/Single?id_press=503&year=2012&id_link=aafccfb4a1e5b8ba36d314555ac9b8ca&utm_source=stc&utm_medium=email&utm_content=prot&utm_campaign=e-news

Dopo gli ultimi trasferimenti di
migranti, avvenuti il 27 ed il 31 agosto 2012 con il traghetto di linea per
Porto Empedocle, il numero di minori presenti presso il CSPA di Lampedusa si è
ridotto a circa 30 ragazzi.

http://www.borderlinesicilia.org/2012/09/01/nuovi-trasferimenti-dal-cpsa-di/

Ancora fughe, rivolte e arresti
nel CSPA di Pozzallo.

Gli
stessi episodi di fughe e rivolte, e i conseguenti arresti, continuano a
verificarsi puntualmente all’interno del CSPA, sito nell’hangar del porto di
Pozzallo. Erano appena stati ultimati dei lavori di ristrutturazione, che il
centro ha subito ripreso a funzionare come centro di detenzione per i cittadini
nordafricani in attesa di rimpatrio, pur non essendo un centro di detenzione.
In particolare l’ultimo episodio ha visto protagonisti un gruppo di tunisini
sbarcati a Lampedusa e trasferiti a Pozzallo, che hanno reagito con una
protesta alla notizia dell’imminente rimpatrio. Rimpatri che avvengono in modo
arbitrario e collettivo, privando i migranti di incontrare avvocati ed
associazioni.

http://www.borderlinesicilia.org/2012/08/20/pozzallo-rivolta-al-centro-di-prima/

http://www.borderlinesicilia.org/2012/08/21/pozzallo-arrestati-quattordici-tunisini/

http://www.ilclandestino.info/2012/08/21/pozzallo-arrestati-quattordici-tunisini-per-la-rivolta-al-centro-di-prima-accoglienza/

Consegnato al CERD rapporto sui
fenomeni di incitamento all’odio razziale. Dati allarmanti.

Il 28
agosto 2012, nell’ambito della thematic
discussion
del Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale
dell’ONU, è stato presentato un rapporto sui fenomeni di incitamento all’odio
razziale nel discorso pubblico mediatico e politico in Italia. Il rapporto è
stato redatto da un network di associazioni, a cui ha partecipato anche
Borderline Sicilia Onlus, guidato dall’Unione forense per i diritti umani,
nell’ambito del progetto “Enhancing Italy’s civil society participation to international bodies
decision making”, finanziato da Open Society Foundation.

http://www.borderlinesicilia.org/2012/08/29/in-aumento-i-fenomeni-di-incitamento/

I
risultati del rapporto sono preoccupanti e, purtroppo, confermano l’esistenza
di tutte le violazioni e gli abusi
subiti dai migranti, che le associazioni come la nostra, da tempo denunciano.

Leggi
l’intero rapporto

http://www.unionedirittiumani.it/dati-allarmanti-sui-fenomeni-di-incitamento-allodio-razziale-in-italia-presentati-allonu-da-un-gruppo-di-associazioni-italiane/

E’ possibile vedere l’intera
riunione al link http://www.treatybodywebcast.org/cerd-81-thematic-discussion-on-racist-hate-speech/

Osservatorio sulle violazioni
del diritto di difesa: la prova di un respingimento illegittimo dal porto
di Palermo.

Registriamo
l’ennesimo caso di provvedimento delle autorità del tutto illegittimo. Nella
fattispecie si è trattato di un respingimento nei confronti di un cittadino tunisino
che, al rientro in Italia, è stato respinto in Tunisia, pur vivendo e lavorando
nel nostro paese da anni, ed avendo in Italia ad attenderlo una figlia e una
moglie incinta. E, come sempre accade in questi casi, si tratta di
provvedimenti che hanno ricadute pesantissime, spesso irreversibili, sulla vita
delle persone che li subiscono. L’unico aspetto positivo della vicenda è il
fatto che un bravo avvocato della sezione siciliana dell’Asgi è riuscito ad
impugnare l’atto amministrativo e che il Giudice di Pace di Palermo l’ha poi annullato.
Ma la vicenda è ancora aperta e M. A . si trova ancora in Tunisia.

http://www.borderlinesicilia.org/2012/08/22/la-prova-di-un-respingimento/

Per
capire meglio quello che è successo, abbiamo intervistato l’avv. Gaetano
Pasqualino del foro di Palermo, membro dell’Asgi.

“Ci puoi spiegare perchè si è
trattato di un respingimento illegittimo?”

“Il
sig. M.A., in Italia dal 2005, titolare di un permesso di soggiorno per lavoro
subordinato presso la questura di Trapani, attendeva da quasi un anno il
rinnovo. Qualche mese fa aveva ricevuto dalla questura di Trapani una lettera
ex art. 10 della l. 241/90, con cui si chiedeva la produzione del C.U.D. e del
certificato di residenza. La lettera non era tradotta e non afferrandone il
senso, M.A. non aveva prodotto la documentazione richiesta. Nel frattempo è
dovuto tornare in Tunisia urgentemente per un lutto e, rientrando a Palermo il
primo luglio scorso, è stato sottoposto a degli accertamenti prima di scendere
dalla nave. A seguito di questi ultimi, è emerso che a giugno era stato deciso
il rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno per mancanza del C.U.D. e
della residenza, ma non gli era stato notificato nulla. Così le autorità hanno
deciso di farlo sulla nave, notificandogli contestualmente il respingimento e
la richiesta di affidamento al comandante della nave (il tutto sempre e solo in
italiano). M. A. è stato costretto a rimanere per una settimana a bordo della
nave prima di essere riportato in Tunisia. Tramite il consolato tunisino per
l’autentica della firma, ho impugnato il provvedimento, in quanto M.A è
coniugato con una cittadina tunisina residente in Italia in stato di gravidanza
e con una figlia piccola. L’art. 19 del testo unico vieta il respingimento e
l’espulsione delle donne in stato di gravidanza, e tale divieto è stato esteso
dalla Corte Costituzionale anche ai mariti. Il Giudice di Pace di Palermo sulla
base di questa motivazione ha annullato il provvedimento di respingimento.”

“Qual’è la situazione adesso? Ci
saranno altre vie legali da percorrere?”

“ M. A.
è ancora in Tunisia, e la moglie, che ha perso il bambino che aspettava, si
trova in un centro d’accoglienza insieme alla figlia. E’ molto probabile che M.
A. abbia perso anche il lavoro di pescatore che aveva, se il datore di lavoro
non accetterà di poter giustificare quest’assenza prolungata, pur non
dipendendo da lui. L’impossibilità del rientro è data dal provvedimento di
rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno, per cui stiamo valutando un
ricorso al Tar. Nel frattempo ho depositato al Tribunale dei minori di Palermo
una richiesta di autorizzazione all’ingresso in quanto padre di una minore ex
art. 31 comma terzo del testo unico, sperando che il Tribunale si pronunci con
celerità, vista la gravità della situazione”.

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