Newsletter SICILIAMIGRANTI – Giugno 2014

Nel mese di giugno migliaia di migranti sono sbarcati sulle coste siciliane. Le navi della marina militare impegnate nell’operazione Mare Nostrum, così come i diversi mercantili che hanno prestato soccorso ad imbarcazioni in difficoltà nel Canale di Sicilia, hanno fatto rotta sui porti siciliani.
I porti di Augusta, Pozzallo e Porto Empedocle si sono confermati quali snodi principali
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/01/un-sabato-porto-empedocle/
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/09/il-grande-esodo/
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/11/gli-arrivi-pozzallo/
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/19/ancora-migranti-verso-litalia-soccorsi/
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/22/migranti-oltre-300-sbarcati-ad-augusta/
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/28/immigrazione-oltre-mille-persone/
numerosi sbarchi sono stati effettuati anche nei porti di Trapani, Palermo, Messina e Catania
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/07/immigrazione-4000-arrivi-in-36-ore-sos/
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/17/canale-di-sicilia-sbarcati-280-migranti/
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/26/messina-arrivata-nave-carica-di/
a Lampedusa invece si è registrato l’arrivo di un barcone con a bordo 315 migranti
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/16/migranti-arrivano-direttamente-lampedusa/
Nell’ultimo fine settimana del mese oltre cinquemila migranti sono stati soccorsi e condotti sulle coste siciliane e non solo, le navi “San Giorgio” ed “Etna” hanno attraccato, rispettivamente, nei porti di Taranto e Salerno
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/30/30-cadaveri-su-un-barcone-nuova/
a bordo di uno dei pescherecci soccorsi, rimorchiato fino a Pozzallo dalla nave “Grecale”, sono stati rinvenuti i cadaveri di 45 PERSONE stipate nella sala ghiacciaia
http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-e46bbb0b-e3bc-418d-8bbb-960ac4309a6d.html
nell’attuale contesto italiano in cui la maggior parte delle analisi è ridotta ad un mero calcolo numerico la morte assurda – durante il soccorso operato dalla petroliera maltese Norient Star – di “sole” cinque persone, tre recuperate e due disperse, ad un metro dalla salvezza è passata quasi inosservata
http://www.lasicilia.it/articolo/«così-sono-scampato-alla-morte»-il-racconto-di-un-profugo-del-mali-ne-ho-visti-salvarsi
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/cronaca/2014/9-giugno-2014/video-choc-cosi-sono-morti-tre-migranti-un-soccorso-canale-sicilia-223364795943.shtml

TRA ALLARMISMO E PREVENZIONE SANITARIA
Da sempre il flusso di migranti è accompagnato da un ingiustificato allarmismo sanitario.
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/28/immigrazione-denuncia-del-sap-catania/
Ignoranza, pregiudizi e razzismo – più o meno velato – giocano a favore della strumentale “costruzione” del migrante quale vettore delle più svariate malattie: tubercolosi, malaria ed addirittura vaiolo ed ebola.
La realtà è ben diversa
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/10/migranti-ma-quali-untori-sono-giovani-e/
ma ciò non significa negare che spesso il triage sanitario durante gli sbarchi è decisamente inadeguato. Dal 21 giugno, in virtù di un accordo siglato fra il Ministero della Salute e lo Stato Maggiore della Marina Militare, a bordo delle navi impegnate nell’operazione Mare Nostrum è presente personale sanitario del Ministero
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/19/al-via-controlli-sanitari-sui-migranti/
http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=4284
è importante però che la prevenzione, di per sé positiva, non diventi un ulteriore mezzo per disseminare il panico, come accaduto a fine mese.
Un caso sospetto a bordo della nave “Orione”, rivelatosi poi semplice varicella, aveva già dato vita all’allarme “vaiolo delle scimmie”
http://www.sudpress.it/dopo-la-tubercolosi-anche-il-vaiolo-impedito-lapprodo-della-nave-orione/
http://ctzen.it/2014/07/01/sulla-nave-orione-un-caso-di-varicella-non-serve-quarantena-in-arrivo-a-catania/

UNO SGUARDO AI CENTRI DI ACCOGLIENZA
La situazione nei diversi centri di accoglienza sul territorio siciliano è rimasta sostanzialmente invariata. Emergenza, improvvisazione e approssimazione sono stati ancora una volta elementi distintivi nella gestione dell’accoglienza. In Sicilia il “sistema” di accoglienza dei richiedenti asilo, già collassato da mesi, è rimasto in una condizione di equilibrio instabile grazie ad un maggior numero di trasferimenti dei migranti verso altre regioni italiane.
Le condizioni di vita all’interno del CARA di Pian del Lago a Caltanissetta restano totalmente inadeguate ed aggravate dal costante sovraffollamento della struttura. Inoltre, di fronte al centro governativo, si sono nuovamente formati accampamenti irregolari ed invivibili – tre in tutto – in cui abitano numerosi richiedenti asilo in una condizione di totale subalternità che li espone a rischi notevoli, come ad esempio il business delle residenze a pagamento
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/04/caltanissetta-ritornano-gli-accampamenti/
http://www.borderlinesicilia.org/2014/07/01/caltanissetta-centro-governativo-allo/
Il CPSA di Pozzallo ha registrato spesso una condizione di sovraffollamento alternata a repentini “svuotamenti” della struttura nell’imminenza degli sbarchi. Si è dunque consolidata quale succursale del CPSA l’ex azienda Don Pietro situata nelle campagne di Comiso
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/03/migranti-in-fuga-dal-centro-di/
Ciò non è stato sufficiente a sopperire alla mancanza di posti per l’accoglienza dei migranti appena sbarcati a Pozzallo e da ciò è nato una sorta di CAS (centro di accoglienza straordinario) all’interno di un ex ristorante-discoteca “La Tropicana” nell’area industriale di Ragusa. Nulla di più che un deposito, lontano dalla città e da occhi indiscreti, dove sono stati collocati i sopravvissuti del tragico soccorso operato dalla petroliera maltese Norient Star (vedi sopra)
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/25/94-migranti-semi-abbandonati-in-un/
A Messina, nella tendepoli allestita nel campo da baseball del Palanebiolo la situazione non è meno grave. Nell’estenuante attesa di reperire strutture più idonee all’accoglienza il numero degli ospiti è rimasto sempre ai limiti della capienza con l’aggravante delle condizioni climatiche che hanno reso le tende sempre più invivibili
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/10/clelia-marano-al-prefetto-la-supplico/
A Catania, chiaramente legittimante l’emergenza, si è fatto ricorso all’ennesimo palazzetto dello sport – PalaNitta di Librino – per accogliere i migranti sbarcati nel capoluogo etneo
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/19/il-pala-nitta-ospita-i-migranti-catania/
per poi effettuare la staffetta con il palazzetto dello sport adiacente allo stadio Cibali – Palaspedini –
http://ctzen.it/2014/06/21/ieri-i-migranti-hanno-lasciato-il-palanitta-iniziati-questa-mattina-i-lavori-di-pulizia/
Anche la situazione dei minori stranieri non accompagnati non è per nulla migliorata e, soprattutto, la prospettiva di facili guadagni sta spingendo diversi enti gestori a trasformare case-famiglie in strutture idonee all’accoglienza dei MSNA
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/10/accoglienza-palermo-non-ce-rispetto/
Nel variegato e disastrato panorama dell’accoglienza in Sicilia va aggiunta la notizia dell’arresto del direttore della Caritas di Trapani, don Sergio Librizzi. L’accusa è gravissima: abusi sessuali su giovani richiedenti asilo, concussione e truffa nella gestione di fondi destinati all’accoglienza dei migranti e assistenza disabili.
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/24/abusi-sessuali-e-appropriazione/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/24/violenza-sessuale-e-truffa-arrestato-il-direttore-della-caritas-di-trapani/1038110/
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/06/25/news/arresto_direttore_caritas_di_trapani_perquisito_un_hotel-90003603/
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/27/lunhcr-non-collabora-nellinchiesta-su/

TESTIMONIANZE
Dietro i numeri ci sono uomini, donne e bambini con storie fra loro simili ma al contempo uniche. Narrarle è importante per comprendere la complessità delle migrazioni evitando le consuete riduzioni semplicistiche e superficiali
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/10/shufna-el-mut-abbiamo-visto-la-morte/
http://www.borderlinesicilia.org/2014/06/21/le-storie-di-migliaia-di-bambini-e/