Newsletter SICILIAMIGRANTI – novembre 2012

  • L’emergenza “Emergenza Nord Africa”: il tracollo di Lampedusa, gli arrivi inarrestabili e i rifiuti del sistema accoglienza
  • L’ennesimo naufragio: la sindaca di Lampedusa provoca l’Europa per dare una scossa al governo nazionale
  • Permessi di soggiorno “Emergenza Nord Africa”. Le prassi delle questure siciliane
  • Le politiche di governo fuori dall’emergenza: decreto flussi fantasma e la promessa di nuovi CIE
  • Eventi in programma e ultime novità in libreria

L’emergenza “Emergenza nord Africa”: il tracollo di Lampedusa, gli arrivi inarrestabili e i rifiuti del sistema accoglienza

Risale alla scorsa settimana la denuncia (l’ennesima), di Save the Children, sulle condizioni disumane in cui versano circa 900 migranti trattenuti da settimane presso il CPSA di Lampedusa.

http://www.siciliamigranti.blogspot.it/2012/11/lampedusa-condizioni-inaccettabili.html#more

Le permanenze più lunghe riguardano il gruppo arrivato il 24 ottobre scorso.

http://www.borderlinesicilia.org/2012/11/24/lampedusa-ricominciano-gli-sbarchi/

http://www.borderlinesicilia.org/lampedusa/

Di fronte alle critiche al sistema di accoglienza mosse da diverse organizzazioni, il governo nazionale si nasconde dietro il rifiuto delle comunità alloggio per minori e dei centri di accoglienza emergenziali di prendere in carico altri ospiti, senza una prospettiva di rifinanziamento dei progetti nati con i fondi della “Emergenza Nord Africa”.

http://www.siciliamigranti.blogspot.it/2012/11/lampedusa-e-di-nuovo-emergenza.html#more

Infatti, il prossimo 31 dicembre 2012, il programma messo a punto dal governo italiano a partire dal 2011, per fronteggiare l’ultima emigrazione dai paesi del nord Africa, scadrà. E come da copione il governo italiano ancora una volta si farà trovare impreparato dinnanzi a migliaia di migranti che verranno abbandonati per strada dai gestori dei centri di accoglienza italiani, ed in particolare siciliani, per mancanza di fondi. Ed ancora una volta sarà più facile stanziare in “emergenza” centinaia di migliaia di euro per far felici i soliti speculatori.http://www.borderlinesicilia.org/2012/10/20/chi-specula-sui-profughi-inchiesta/

L’ennesimo naufragio: la sindaca di Lampedusa provoca l’Europa per dare una scossa al governo nazionale

Mentre il centro di c.da Imbriacola è al tracollo, con 123 minori e una decina di neonati che dormono da settimane all’addiaccio, la sindaca di Lampedusa, dopo l’ennesima strage in mare, dichiara che nel cimitero dell’isola non ci sono più posti per tumulare i cadaveri.

http://www.borderlinesicilia.org/2012/11/18/intervista-giusi-nicolini-io-sindaco-di/

http://www.borderlinesicilia.org/2012/11/04/naufraga-barcone-tra-libia-e-lampedusa/

Giusi Nicolini lancia la provocazione dopo l’invio di una lettera aperta all’Unione Europea, a cui il primo cittadino chiede: “Quanto deve essere grande il cimitero della mia isola?”

http://www.borderlinesicilia.org/2012/11/15/lettera-aperta-del-sindaco-di-lampedusa/

Permessi di soggiorno “Emergenza Nord Africa”. Le prassi delle questure siciliane

Se non ci sono più fondi a disposizione per l’accoglienza, il Governo corre ai ripari con i soliti palliativi. Con diverse circolari (in puro stile italiano) il governo piuttosto che decidere per la concessionede planodi un permesso di soggiorno a tutti i profughi giunti in Italia durante l’Emergenza Nord Africa, come sollecitato da diverse associazioni, ha optato invece per un rimedio alquanto dispendioso.

http://www.borderlinesicilia.org/2012/11/08/emergenza-nordafrica-permessi-di/

Dispendioso, in primo luogo, delle energie della pubblica amministrazione, appesantendo di altre incombenze i carichi già gravosi degli uffici immigrazione. Ma dispendioso anche della pazienza degli attuali e prossimi richiedenti asilo (come i 900 di Lampedusa e quanti sbarcheranno nei prossimi giorni in Sicilia) che vedranno allontanarsi la possibilità della conclusione dell’iter di riconoscimento della protezione internazionale, entro i termini di legge. Infatti, a seguito delle circolari emanate dal ministero dell’interno, le commissioni saranno impegnate a riesaminare le richieste di quanti rifugiatisi in Italia lo scorso anno, a causa del conflitto armato in Libia, hanno poi ottenuto un diniego in prima istanza.

La situazione si complica dinnanzi alla necessità di tradurre in prassi le disposizioni date dal governo, le cui interpretazioni danno vita a pratiche eterogenee. In Sicilia, come nel resto d’Italia, si registrano, per ciascuna provincia, differenti modalità di applicazione delle disposizioni amministrative.

Gli uffici immigrazione delle questure di Agrigento, Caltanissetta e Messina accolgono le domande di riesame di tutti i migranti destinatari di un diniego della Commissione territoriale, che siano giunti in Italia dalla Libia in conseguenza della guerra civile.

A Catania si cambia registro: vengono accolte soltanto le richieste dei migranti attualmente in accoglienza. Quelli esclusi, stanno optando per un rientro presso i centri, come a Mineo, o dovranno attendere l’esito di un quesito inviato al ministero dell’interno grazie alle rimostranze di alcuni avvocati ed operatori di sportello che si sono opposti all’ interpretazione restrittiva data alle disposizioni ministeriali.

La questura di Palermo resta radicata nella convinzione (ci chiediamo ancora formatasi su cosa?) che il permesso di soggiorno per motivi umanitari previsto per i profughi provenienti dalla Libia, sia un privilegio da concedere soltanto a quanti, al momento della formalizzazione della richiesta, si trovino ancora in accoglienza presso un centro per migranti.

La questura di Trapani sta fissando gli appuntamenti per la formalizzazione della richiesta per i migranti che si trovano nei centri non governativi aperti con l’emergenza, lasciando ad un momento successivo quelli che si trovano presso il Cara di Salina Grande.

Per l’ufficio immigrazione di Siracusa, i dubbi applicativi hanno riguardato la prova che un soggetto sia giunto in Italia dalla Libia nel periodo di riferimento (2011-2012). L’amministrazione ha pertanto richiesto di attestare tale presupposto alla Protezione Civile, la quale (forse per mancanza di fondi?) ha girato il problema al ministero. Si è in attesa di conoscere la risposta a tale quesito.

Infine, a Ragusa non si registra ancora alcun caso.

Per le informazioni gentilmente fornite si ringraziano gli avvocati siciliani Annaloro, Campochiaro, Cordaro, Finocchiaro, Giacalone, Picciotto, Raneli, Schinco e Trommino.

Le politiche di governo fuori dall’emergenza: decreto flussi fantasma e la promessa di nuovi CIE

Lo scorso 16 novembre è stato emanato il nuovo decreto flussi, che prevede soltanto l’ingresso di lavoratori autonomi e la conversione di alcuni tipi di permesso di soggiorno. Per un totale di 13850 posti. Si restringono sempre di più i canali di ingresso legale, in modo da ingrossare le fila degli irregolari che costituiscono la manodopera a basso costo sfruttabile e ricattabile, e che saranno tra un pò di tempo costretti a passare sotto la mannaia della prossima sanatoria. E a fronte dell’incapacità e non volontà di questo governo a gestire l’immigrazione in modo razionale, è chiara la linea di continuità con le politiche dei precedenti governi. Qualche giorno fa infatti, abbiamo appreso la notizia che il governo avrebbe intenzione di aprire altri due CIE, a Lecce ed ad Agrigento

http://www.piuculture.it/2012/11/il-sistema-cie-e-la-violazione-dei-diritti-umani/

Eventi in programma e ultime novità in libreria

Segnaliamo che il prossimo 14 dicembre alle ore 15.00 si terrà in piazza Bologni a Palermo il convegno sul tema “Detenzione amministrativa e allontanamento forzato dopo la Direttiva 2008/115/CE sui rimpatri”, organizzato dall’Università di Palermo, Borderline Europe e Borderline Sicilia Onlus, nell’ambito di un progetto europeo finanziato dal Fondo Socialehttp://www.borderlinesicilia.org/2012/12/04/convegnodetenzione-amministrativa-e/

Da novembre in tutte le librerie sarà disponibile l’ultimo saggio di Paolo Cuttitta dal titolo“Lo spettacolo del confine.Lampedusa tra produzione e messa in scena della frontiera”.

http://www.borderlinesicilia.org/in-evidenza/

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