Abbandono di minori? E’ reato!

Le violazioni dei diritti e le prassi illegittime si susseguono senza sosta alcuna, come nel caso dei minori presenti nella provincia di Agrigento. Ieri le comunità dedicate hanno deciso di scendere in piazza, insieme ai loro ospiti (circa 300 minori), davanti alla prefettura del capoluogo agrigentino per protestare contro i ritardi semestrali dei pagamenti dei fondi ministeriali necessari alla copertura dei costi di gestione.

Questi ritardi generano una serie di disservizi e disagi, come il mancato pagamento degli


stipendi agli operatori e l’assenza di liquidità necessaria all’acquisto di beni di prima necessità per gli ospiti, come sempre l’anello debole di questo ingranaggio e attori inconsapevoli delle politiche migratorie italiane deficitarie ed abusive. Proprio martedì scorso, nel corso della sua audizione in Commissione d’inchiesta parlamentare, il prefetto Morcone ha chiarito che il Ministero è puntuale e preciso nell’effettuare i trasferimenti dei fondi di finanziamento sia dei centri Sprar che dei centri di accoglienza per minori.


E allora, perché le prefetture sono sempre in ritardo con i pagamenti e da sempre addebitano il problema alla mancanza di disponibilità economica? Il fatto è ancor più grave se si tiene conto che avvenga in Sicilia ed in particolare ad Agrigento, provincia italiana col il maggior numero di centri per minori non accompagnati. Il prefetto di Agrigento stavolta dovrà fornire risposte più esaustive nell’incontro promesso ai


gestori il 18 maggio prossimo, data in cui scadrà l’ultimatum imposto dalle comunità alla rappresentanza locale del governo prima delle dimissioni di massa dei minori ospiti e la conseguente chiusura di tutte le strutture.
In Italia porre in stato di abbandono un minori è reato. Chissà chi sarà considerato colpevole di questo crimine, insieme ad altre violazioni come ad esempio le mancate nomine dei tutori?Alberto BiondoBorderline Sicilia Onlus