Comunicato Stampa dello Sportello Immigrati di Caltanissetta

Il rinnovo di un documento è la procedura attraverso la quale una pubblica amministrazione verifica il permanere dei requisiti che portarono, a suo tempo, al rilascio del documento stesso.  Di solito è una cosa abbastanza snella.
Anche dal punto di vista dei tempi: si va da un paio di giorni (o a vista in caso di elezioni) per il rinnovo della carta di identità a poco più di un paio di settimane (dal momento in cui si consegna tutta la documentazione per il rinnovo) nel caso della patente, a poco meno di tre mesi per documenti più complessi come il passaporto. Anche nel caso di documenti particolarmente delicati, come il porto d’armi, la procedura di rinnovo è relativamente veloce, normalmente un mese dal momento in cui si consegnano tutti i documenti necessari alla richiesta di rinnovo.
Capitolo a parte il rinnovo del permesso di soggiorno per stranieri: lì si torna al medioevo. E’ come se il permesso di soggiorno vada scritto a scalpello sulla pietra. Solo così si può giustificare il tempo di un anno per rinnovare un documento. Naturalmente il documento rinnovato sarà in continuità temporale con il precedente, secondo il seguente esempio: se il mio permesso di soggiorno, valido due anni, scade nel gennaio 2018 ed io, previdente, vado in ufficio immigrazione nell’ottobre 2017, quando, nel dicembre 2018 mi sarà consegnato il nuovo permesso di soggiorno esso avrà scadenza gennaio 2020. Per cui io, ritirato a dicembre 2018 un permesso di soggiorno già vecchio di 11 mesi, l’anno dopo dovrò ripresentarmi in ufficio immigrazione per rinnovare un permesso teoricamente valido 2 anni ma che io ho utilizzato appieno per un anno scarso. Nelle more del rinnovo la legge mi dice che posso continuare a godere dei diritti garantiti dal mio permesso. Ma la prassi mi dice che nessun italiano vorrà farmi sottoscrivere un contratto di lavoro, perché il permesso che ho nelle mani è scaduto anche se, a parte, ho un foglietto con un appuntamento in Questura. Nessun italiano vorrà, tanto meno, affittarmi un immobile, sempre per la stessa ragione.
Capitolo a parte merita l’assistenza sanitaria: la tessera sanitaria segue la scadenza del permesso di soggiorno, ma per rinnovarla devo esibire un permesso di soggiorno in corso di validità: ciò significa che io straniero dell’esempio sopra starò per un anno senza assistenza sanitaria.
Bello sarebbe dire che il nostro è un Paese accogliente. O comodo sarebbe dire che il popolo italiano è un popolo razzista. La realtà è però che sono le istituzioni a segnare una linea di demarcazione, netta, tra noi e loro. Sono le istituzioni a discriminare in base alla provenienza. Il popolo si adegua.
via Re d’Italia 14
Caltanissetta